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22-05-2009 Applicazione: Inquinamento Elettromagnetico
LA BORSETTA CHE SALVA BANCOMAT E CARD
Presentato e prodotto il brevetto risultato di un’alleanza fra due aziende comasche.
COMO se l’estetica di una borsa riesce a parlare di una donna, molto di più può fare l’indagine del suo contenuto. Oggi, l’insostituibile accessorio femminile è custode di ogni genere di carta magnetica, dal bancomat alla carta di credito, alle “carte fedeltà” del supermercato, diventate insostituibili e di uso comune. Insieme alle tessere, non manca il telefonino cellulare e, magari anche l’apparecchio elettrico per aprire il cancello di casa. Tra gli oggetti può generarsi incompatibilità. Dentro la borsa può avvenire una vera e propria guerra dal risultato spiacevole: la smagnetizzazione della carta, con noiose conseguenze. Due aziende comasche si sono alleate per risolvere il problema. La “borsetta schermata” è un’idea innovativa, tutta lariana, nata dalla collaborazione tra la comasca “Soliani emc” e la “Makìa”, di Costa Masnaga. Insieme alla Fondazione Politecnico, le due aziende hanno immaginato una borsa di pelle che abbia internamente un tessuto “schermante”, capace di proteggere le carte da qualsiasi fonte elettrica o elettromagnetica. “Le apparecchiature elettroniche sono sempre più numerose – spiega Ivano Soliani, titolare dell’azienda lariana, dal 1984 produttrice di articoli schermanti, 25 dipendenti e, alle spalle, collaborazioni con Olivetti, Abb, Finmeccanica (l’ultima è la schermatura dell’Aermacchi M-346, nuovo aereo delle Frecce Tricolori)-. Sarà sempre più necessario intervenire per riparare luoghi e oggetti dalle onde elettromagnetiche ed evitare danni o modifiche alle apparecchiature”. Chiara Mapelli, 30 anni, titolare della “Makìa”, da dieci anni lavora nel settore della pelletteria. “Da qualche tempo ho iniziato ad immaginare prodotti tutti miei. Dai tappeti in pelle, ho poi iniziato a disegnare borse, artigianali. Numerate, e una diversa dall’altra, con forme e materiali diversi. A questo prodotto ho dato un ulteriore valore aggiunto”. Il prezzo di una borsa va dalle 100 alle 300 euro, a cui si aggiungono circa 15 euro per l’inserimento del tessuto. “il vantaggio di queste borse - continua Chiara Mapelli – sta nella possibilità di scegliere forma, colore, tipo di materiale e in questo caso, anche dove posizionare il tessuto schermante, in base alle proprie abitudini”. E siccome “Makìa” crede nella validità del proprio prodotto ha inaugurato proprio ieri il primo punto vendita a Como. “Sarà una sorta di laboratorio, per restare vicino al cliente”.





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